{"id":495,"date":"2026-09-23T05:00:51","date_gmt":"2026-09-23T05:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thefruittimes.com\/?p=495"},"modified":"2026-09-24T16:35:03","modified_gmt":"2026-09-24T16:35:03","slug":"dieta-obesita-e-cancro-il-ruolo-cruciale-del-cibo-e-dei-grani-antichi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.thefruittimes.com\/index.php\/2026\/09\/23\/dieta-obesita-e-cancro-il-ruolo-cruciale-del-cibo-e-dei-grani-antichi\/","title":{"rendered":"Dieta, obesit\u00e0 e cancro: il ruolo cruciale del cibo e dei grani antichi"},"content":{"rendered":"<p>MESSINA \u2013 Il legame tra alimentazione, obesit\u00e0 e rischio oncologico, negli ultimi anni, \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 chiaro, sostenuto da evidenze scientifiche solide. L\u2019obesit\u00e0 non rappresenta soltanto un problema estetico o metabolico, ma una vera e propria condizione infiammatoria cronica di basso grado, capace di favorire lo sviluppo di numerose patologie, tra cui diversi tipi di tumore, come quelli del colon-retto, della mammella e del fegato. Al riguardo, il ruolo dei cereali, e in particolare del grano, merita una riflessione attenta, soprattutto in una regione come la Sicilia, storicamente vocata alla produzione di variet\u00e0 autoctone dal grande valore nutrizionale.<\/p>\n<p>\u201cIl tessuto adiposo in eccesso non \u00e8 biologicamente inattivo &#8211; ha dichiarato Massimiliano Berretta, direttore dell&#8217;ambulatorio di nutrizione e terapie integrate in oncologia dell\u2019A.o.u. Gaetano Martino di Messina -, produce citochine pro-infiammatorie, altera il metabolismo glicemico e favorisce uno stato di iperinsulinemia e resistenza insulinica. Questi meccanismi contribuiscono a creare un ambiente favorevole alla proliferazione cellulare e alla carcinogenesi. In questo scenario, l\u2019alimentazione gioca un ruolo cruciale, infatti diete ricche di zuccheri semplici, farine industriali e alimenti ultra-processati contribuiscono non solo all\u2019aumento di peso e al peggioramento della composizione corporea, ma anche a profonde alterazioni del microbiota intestinale, oggi riconosciuto come uno dei principali regolatori della salute metabolica e immunitaria\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl microbiota intestinale (l\u2019insieme dei microrganismi che popolano il nostro intestino) pu\u00f2 essere considerato un vero e proprio organo funzionale &#8211; ha sottolineato l\u2019oncologo -. Esso regola l\u2019assorbimento dei nutrienti, modula il sistema immunitario e contribuisce al controllo dell\u2019infiammazione. Una dieta povera di fibre e ricca di alimenti raffinati favorisce una condizione di disbiosi, cio\u00e8 uno squilibrio dell\u2019ecosistema intestinale, che porta a una riduzione dei batteri \u2018benefici\u2019 e a un aumento di specie pro-infiammatorie, con conseguenze rilevanti come l\u2019aumento della permeabilit\u00e0 intestinale, il passaggio di endotossine nel sangue, e l\u2019attivazione cronica del sistema immunitario. Il risultato \u00e8 un\u2019infiammazione persistente, che rappresenta un terreno favorevole sia per lo sviluppo dell\u2019obesit\u00e0 sia per la progressione tumorale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cUn elemento chiave in questo equilibrio \u00e8 rappresentato dalle fibre alimentari, abbondanti nei cereali integrali &#8211; ha aggiunto Berretta -. Le fibre vengono fermentate dal microbiota producendo acidi grassi a corta catena (Scfa), come il butirrato, che svolgono un\u2019importante azione antinfiammatoria, rafforzano la barriera intestinale e contribuiscono alla protezione nei confronti del tumore del colon-retto. Il butirrato, in particolare, \u00e8 stato associato in diversi studi alla capacit\u00e0 di modulare l\u2019espressione genica e inibire la proliferazione delle cellule neoplastiche\u201d.<\/p>\n<p>Evidenze recenti suggeriscono inoltre che il microbiota possa influenzare la risposta alle terapie oncologiche, in particolare all\u2019immunoterapia, proprio perch\u00e9 una flora intestinale equilibrata \u00e8 associata a migliori risultati clinici, mentre la disbiosi pu\u00f2 ridurne l\u2019efficacia.<\/p>\n<p>\u201cI grani antichi offrono oggi un\u2019opportunit\u00e0 straordinaria per chi desidera prendersi cura della propria salute, sia in termini di prevenzione che di supporto terapeutico &#8211; ha rivelato l\u2019esperto -. In contesti clinici legati all\u2019obesit\u00e0 e all\u2019oncologia, la scelta di prodotti derivati da grani antichi risulta strategica. Le evidenze scientifiche suggeriscono, infatti, come queste variet\u00e0 siano particolarmente indicate per supportare i protocolli di riduzione del peso corporeo, contrastare lo stato di infiammazione sistemica di basso grado e ottimizzare la funzionalit\u00e0 del microbiota intestinale\u201d.<\/p>\n<p>La Sicilia vanta una storia millenaria nella custodia di numerose variet\u00e0, ricordiamo Timilia (Tumminia), Russello, Perciasacchi e Maiorca, come alcuni esempi di un patrimonio agricolo di straordinario interesse. I benefici attribuiti a questi grani non sono semplici supposizioni, ma sono supportati da studi rigorosi.<\/p>\n<p>\u201cLa loro natura non manipolata garantisce un minor impatto glicemico &#8211; ha sottolineato Berretta -, le farine che se ne ricavano, meno raffinate, rilasciano gli zuccheri in modo graduale, evitando i picchi di insulina e contribuendo alla saziet\u00e0. Questi chicchi sono veri e propri scrigni di micronutrienti che, rispetto al grano industriale, offrono un apporto decisamente superiore di vitamine del gruppo B e minerali essenziali come magnesio, zinco e ferro. Inoltre, la loro ricchezza di polifenoli e carotenoidi garantisce un\u2019azione antiossidante naturale. Altro beneficio \u00e8 la migliore digeribilit\u00e0, grazie a una struttura del glutine meno \u2018tenace\u2019 e meno selezionata, che risulta pi\u00f9 facile da processare per il sistema digerente\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESSINA \u2013 Il legame tra alimentazione, obesit\u00e0 e rischio oncologico, negli ultimi anni, \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 chiaro, sostenuto da evidenze scientifiche solide. 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